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Udine, tensioni dopo corteo pro-Palestina: scontri con la polizia e fermi

La manifestazione, inizialmente pacifica, è degenerata in violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Diversi fermi e uso di lacrimogeni in un clima di tensione nazionale

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Roberto Smaldore di Roberto Smaldore

Classe 1997, sono un giornalista e video-reporter. Nel 2023 ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi in Storia contemporanea sul coinvolgimento dei combattenti stranieri nelle guerre jugoslave. Da giugno 2025 collaboro con Alanews occupandomi di cronaca, politica e attualità.

Udine, 14 ottobre 2025 – Violenti scontri hanno segnato la serata a Udine, al termine della manifestazione pro-Palestina contro la partita Italia-Israele, disputata allo stadio Friuli, noto anche come Dacia Arena. La protesta, organizzata dal Comitato per la Palestina di Udine, è degenerata in momenti di forte tensione quando un gruppo di manifestanti si è distaccato dal corteo principale e ha tentato di dirigersi verso lo stadio, scatenando l’intervento delle forze dell’ordine.

Scontri in piazza Primo Maggio: idranti e lacrimogeni contro i manifestanti

immagine

Al loro arrivo in piazza Primo Maggio, una parte dei manifestanti ha cercato di superare la piazza per raggiungere l’impianto sportivo, ma è stata respinta dagli agenti in assetto antisommossa. Per contenere la situazione, la polizia ha fatto uso di idranti e lanciato diversi lacrimogeni. In risposta, i manifestanti hanno reagito lanciando pietre e oggetti dell’arredo urbano contro le forze dell’ordine, trasformando la piazza in un vero e proprio teatro di guerriglia urbana durata circa un’ora.

Durante gli scontri, numerosi manifestanti sono stati fermati. In particolare, è stato segnalato un episodio in cui un agente ha atterrato un manifestante alle spalle mentre le forze di polizia avanzavano nel tentativo di ricondurre l’ordine. La Questura di Udine ha confermato che in precedenza la manifestazione si era svolta in modo pacifico, con canti, balli e cori, ma l’episodio finale ha cambiato drasticamente il clima.

Contesto nazionale e internazionale delle proteste

Questi eventi si inseriscono in un contesto di mobilitazioni in tutta Italia e in Europa, in solidarietà con la popolazione palestinese e a seguito dell’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte delle forze israeliane. In diverse città italiane, tra cui Bologna, Milano, Torino, e Trieste, si sono registrate manifestazioni e, in alcuni casi, scontri con le forze dell’ordine, come nel capoluogo emiliano dove i manifestanti hanno tentato di forzare l’ingresso in stazione e hanno lanciato oggetti contundenti.

Anche in Svizzera, a Ginevra, la polizia ha usato gas lacrimogeni e idranti per disperdere una massiccia protesta pro-Palestina, collegata agli stessi eventi della Flotilla. Sul fronte istituzionale, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito la legittimità del blocco navale israeliano, confermando il dialogo con le autorità israeliane per la tutela degli italiani coinvolti.

Inoltre, il governo italiano ha discusso in Consiglio dei Ministri lo sciopero generale indetto in solidarietà con Gaza, esprimendo preoccupazioni per i costi economici e sociali legati alle astensioni dal lavoro e ai disordini verificatisi in molte città. Le autorità diplomatiche italiane a Tel Aviv hanno già previsto visite ai cittadini italiani detenuti dopo l’abbordaggio della Flotilla, mentre le operazioni di rimpatrio sono ancora in fase di organizzazione.

Il quadro resta quindi caratterizzato da una forte tensione sia sul piano delle proteste di piazza sia nelle relazioni diplomatiche, con l’Italia al centro di un confronto delicato tra solidarietà internazionale e gestione dell’ordine pubblico.

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