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Morti sul lavoro a Napoli, presidio dei sindacati: “Serve il reato di omicidio”

Sindacati e attivisti chiedono pene più severe per chi viola le norme di sicurezza nei cantieri, denunciando sfruttamento, lavoro nero e mancanza di controlli efficaci.

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Raffaele Accetta di Raffaele Accetta

Mi chiamo Raffaele Accetta. Napoletano, nato nell’ultimo anno del secolo scorso. Giornalista, videoreporter, videomaker. L’approccio al mondo del giornalismo e della video comunicazione avviene già a 16 anni, collaborando con una testata locale. Il mio percorso ha poi lasciato spazio ad altre esperienze significative: dalla radio alla web tv. Il giornalismo “di strada” è la mia passione. Dare voce ai più "deboli" è per me una missione. Dal 2022 collaboro con Alanews come corrispondente da Napoli e Campania

Napoli, 28 luglio 2025 – Si è svolto ieri un presidio davanti alla Prefettura di Napoli, in Piazza Plebiscito, promosso da Potere al Popolo (PaP) e dall’Unione Sindacale di Base (USB) in memoria dei tre operai deceduti nei giorni scorsi durante lavori di ristrutturazione in un cantiere del Rione Alto. Due delle vittime erano impiegate in nero, mentre una aveva 67 anni. L’iniziativa ha riportato all’attenzione pubblica il tema della sicurezza sul lavoro e delle condizioni precarie in cui molti lavoratori, soprattutto nel settore edile, sono costretti a operare.

Il presidio e le richieste di Potere al Popolo e USB

Durante il presidio, il portavoce nazionale di Potere al Popolo, Giuliano Granato, ha definito l’accaduto come “l’ennesima strage operaia”. Ha sottolineato come nel solo 2024 si siano già registrati 1.482 morti sul lavoro in Italia, un dato che secondo lui non riceve l’adeguata attenzione da parte del potere politico. Granato ha criticato la tendenza a “non disturbare” le imprese, che si traduce in un mancato rafforzamento dei controlli sulla sicurezza.

L’appello principale lanciato dai manifestanti riguarda l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio sul lavoro. “Chi viola consapevolmente le norme su salute e sicurezza deve sapere che sta mettendo in pericolo vite umane”, ha affermato Granato, evidenziando la necessità di un deterrente forte per chi antepone il profitto alla tutela della vita dei lavoratori.

Contesto politico e sociale di Potere al Popolo

Potere al Popolo è un movimento politico italiano di sinistra radicale fondato nel 2017, nato da un percorso iniziato nel centro sociale napoletano Je so’ pazzo. Il movimento si caratterizza per una forte vocazione anticapitalista e antifascista e si colloca nell’area dell’estrema sinistra. Nonostante la presenza territoriale e l’attivismo sociale, alle ultime tornate elettorali non ha ottenuto seggi parlamentari o regionali. Tuttavia, continua a promuovere iniziative di lotta sociale e sindacale, come il presidio di ieri, focalizzando l’attenzione su temi come la sicurezza sul lavoro, i diritti dei lavoratori e le ingiustizie sociali.

L’episodio delle morti sul lavoro a Napoli riaccende l’allarme su una piaga che il movimento definisce una vera e propria “guerra ai lavoratori”, chiedendo interventi urgenti e concreti per fermare questa emergenza che continua a mietere vittime in Italia.

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