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Papa Leone XIV, l’accusa di SNAP: “Ha coperto casi di abusi su minori in Perù e a Chicago”

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Papa Leone XIV, l’accusa di SNAP: “Ha coperto casi di abusi su minori in Perù e a Chicago”

Dougherty: “Dovrebbero indagare Prevost, serve una legge tolleranza 0 contro i preti pedofili”

Cronaca (Roma). “Abbiamo scritto una lettera al cardinale Parolin a marzo al fine di prevenire le aggressioni sessuali infantili nella Chiesa cattolica. Abbiamo redatto dei rapporti Vos estis (sui casi di pedofilia ndr) in conformità con le linee guida di Papa Francesco, il sistema da lui istituito per indagare sui predatori sessuali e su coloro che li hanno coperti. Crediamo che ci siano sufficienti informazioni in circolazione per far sì che il cardinale Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, debba essere indagato per aver insabbiato abusi sessuali su minori. Ci sono casi in Perù e a Chicago”.
A lanciare questa pesante accusa è Shaun Dougherty, presidente di SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests), la Rete dei sopravvissuti agli abusi dei preti, intervistato in esclusiva da Alanews a pochi giorni dall’elezione del nuovo pontefice.

In merito al presunto coinvolgimento di Prevost, Dougherty fa riferimento al caso di padre James Ray a Chicago e a quello dei preti Eleuterio Vásquez Gonzáles e Ricardo Yesquen nella comunità di Chiclayo in Perù.

“Padre Ray era noto per essere un abusatore sessuale di minori – racconta Dougherty – La diocesi dell’Illinois ne era a conoscenza. I cardinali ne erano a conoscenza e invece di allontanarlo, si sono presi cura di lui, lo hanno protetto, lo hanno ospitato, lo hanno nutrito. E lo hanno fatto molto vicino a una scuola, senza informare che c’era un predatore sessuale di minori molto vicino ai bambini che loro erano lì per istruire e proteggere”. La vicenda è avvenuta tra il 2000 e il 2002, quando Prevost era Priore provinciale della provincia agostiniana “Madre del buon consiglio” a Chicago. Secondo SNAP, Prevost avrebbe permesso a Ray di risiedere in un convento agostiniano della città, nonostante fosse stato accusato di aver abusato di 13 minori.

Il caso del Perù riguarda invece 3 bambine che hanno denunciato nel 2022 le violenze subite da parte di due preti. Le tre donne, minori all’epoca dei fatti, si sono rivolte a Prevost, allora vescovo di Chiclayo, per fornire delle informazioni sugli stupri.
“Prevost era il capo del dicastero – sottolinea Dougherty – era il responsabile delle indagini. Prevost sa dove si trovano tutti i rapporti e le informazioni su tutti i preti e le suore abusatori in Perù. È l’unica persona nella gerarchia ecclesiastica che può aprire i registri e mostrare i risultati delle sue indagini. Ha davvero indagato come sostiene? Dovrebbe essere disposto ad aprire i suoi archivi e a mostrarli. Fino ad ora non ho visto un solo rapporto proveniente dalla Chiesa sul Perù. Quando ho visto che era diventato Papa ero nauseato”.

“La nostra organizzazione supporta i sopravvissuti agli abusi sessuali infantili e collabora con i governi per emanare leggi migliori per proteggere i bambini – spiega Dougherty – Siamo a Roma per sollecitare la Chiesa cattolica e il nuovo Papa a promuovere una legge tolleranza zero contro i pedofili. La Chiesa è molto brava a nascondere le violenze sessuali, hanno leggi contro il furto ma non ne hanno una contro chi abusa dei bambini. Da quando è stato eletto Papa, Prevost ha parlato spesso di giustizia sociale, ma come puoi proclamare di essere a favore della giustizia sociale mentre dai rifugio ai pedofili? Questi sono atti criminali. Dare rifugio a un prete noto per aver aggredito sessualmente un minore è un crimine contro l’umanità. Le parole non proteggono i bambini dallo stupro, le leggi con pene severe invece lo fanno. Questa è giustizia sociale. Il capo della Chiesa cattolica ha in suo possesso tutte le segnalazioni di tutti i preti abusatori in tutto il mondo e ha la responsabilità esclusiva nei confronti di 1,4 miliardi di cattolici di denunciare ciò che hanno fatto. Non stiamo chiedendo molto, chiediamo che i bambini siano protetti”. (Fabrizio Rostelli/alanews)

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