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Cosa sta succedendo alla Scozia di Steve Clarke?

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Steve Clarke

Анна Джалалян, CC BY-SA 3.0 GFDL, via Wikimedia Commons

Alfonso Russo di Alfonso Russo

Dopo l’esaltazione generale derivante dalla qualificazione alla fase finale di Euro 2024, la Scozia di Steve Clarke sembra aver smarrito la bussola e c’è chi sostiene che sia l’ora di cambiare

Molti bassi e pochi, pochissimi alti. Questa è la fotografia della Scozia di Steve Clarke che nello spazio di sei mesi è riuscita a ripiombare nel baratro dell’anonimato dopo aver condotto una campagna di qualificazione alla fase di Euro 2024 pressoché perfetta. Ben 17 punti in otto partite, secondo posto dietro alla corazzata Spagna che a marzo di due anni fa cadde sotto i colpi di Scott McTominay. È stato senza dubbio quello il punto più alto della gestione Clarke, che sembrava aver aperto le porte di un Europeo da ricordare. I fatti del campo, però, hanno raccontato un’altra storia.

Scozia: l’illusione di un Europeo da protagonista

L’avventura della Scozia ad Euro 2024 è stata a dir poco deludente. E se quella vittoria contro la Spagna cui accennavamo poc’anzi sembrava essere la prova del superamento dell’esame di maturità, le prestazioni offerte nel gruppo A sono andate ben al di sotto delle aspettative. Già la gara d’esordio contro la Germania e l’annesso 5-1 finale hanno rappresentato un chiaro campanello d’allarme che, però, tifosi ed addetti ai lavori hanno del tutto ignorato. Ed il conto da pagare si è rivelato molto salato: un punto in tre partite, ultimo posto ed eliminazione inevitabile.
Da lì in poi la Scozia ha dato vita ad una serie di risultati negativi che sembrava non avere una fine. Si è dovuto infatti attendere ben cinque mesi per vedere la squadra di Steve Clarke vincere: contro la Croazia, grazie al veterano John McGinn. E la Tartan Army sembrava aver superato il periodo nero con la vittoria in Polonia che avrebbe poi portato allo spareggio playoff contro la Grecia. Ma è qui che si è palesata la solita Scozia.

Scozia: i due volti del playoff contro la Grecia

Se nella terra di Platone la Scozia aveva condotto una gara egregia, vincendo di misura grazie ad un calcio di rigore siglato dal suo uomo-copertina, Scott McTominay, ipotecando la salvezza, nel match di ritorno si è assistito a tutt’altro spettacolo. La squadra di Ivan Jovanović ha dominato in lungo e in largo, chiudendo i conti già nel primo tempo. E tutto senza mai soffrire. Così, improvvisamente, la Scozia è ripiombata nel baratro post-Euro 2024 ed ora si troverà a giocare nella Lega B della Nations League.

Difficile trovare un colpevole o forse no. Certo i giocatori ci hanno messo del loro, ma non si può sempre pensare che il McTominay di turno arrivi sempre a toglierti le castagne dal fuoco. Steve Clarke già nella conferenza stampa prepartita era apparso scarico, poco motivato. Forse convinto di avere la salvezza in tasca; ed è questo che ha trasmesso alla squadra. A settembre si riparte con le qualificazioni ai Mondiali 2026 e la Scozia è inserita in un girone ostico in cui troverà Bielorussia, Danimarca e ancora Grecia. Troveremo ancora Steve Clarke a dirigere l’orchestra? Difficile dirlo, ma soprattutto difficile pensare a chi possa sostituirlo e sia disposto ad ereditare una situazione così complessa.

Articolo di Alfonso Russo

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