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Via libera al fermo preventivo e divieto di aggregazione per i minori

Il ddl del governo estende il fermo ai minorenni e introduce il divieto di aggregazione; l'opposizione denuncia un "attacco alle libertà"

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Palazzo Chigi

Palazzo Chigi | Shutterstock - alanews

Redazione di Redazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato a Palazzo Chigi ieri un disegno di legge sulla sicurezza che estende il fermo preventivo ai minori e introduce il divieto di aggregazione in specifiche circostanze. La riunione è durata circa 20 minuti. Il provvedimento passa ora al Parlamento per l’esame e l’eventuale approvazione.

Nel pacchetto entra una nuova aggravante per il danneggiamento commesso da almeno cinque persone, con pena da un anno e sei mesi a cinque anni e multa fino a 15.000 euro, oltre alla possibilità di arresto differito in flagranza.

Fermo preventivo per i minori e non solo: cosa prevede il ddl sicurezza

Il nuovo articolo 1 attribuisce al questore la facoltà di emettere un avviso orale con divieto di aggregazione in occasione della movida o in altre situazioni che il ministero dell’Interno individua come «una grave minaccia per l’ordine alla sicurezza pubblica». L’estensione della disciplina del fermo di prevenzione riguarda «soggetti minorenni», ha precisato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, soprattutto «quando sussista un fondato motivo di ritenere possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica» in relazione al tempo e al luogo oppure al possesso di armi o oggetti atti a offendere.

Sul fronte penale, l’aggravante al reato di danneggiamento (articolo 635 del codice penale) opera quando il fatto è commesso da cinque o più persone, con l’opzione dell’arresto differito nei casi di flagranza documentata. Sul versante civilistico, l’articolo 7 modifica il codice civile escludendo il risarcimento del danno quando il reato sia stato commesso dal danneggiato nelle specifiche fattispecie indicate dal testo.

Reazioni e nodo competenze

Illustrando il provvedimento in conferenza stampa a Palazzo Chigi, Piantedosi ha detto che il ddl «è un po’ una ripresa di un testo originario», integrato dopo «confronti interministeriali» e verifiche sulle coperture. Rispondendo su chi possa disporre il fermo di prevenzione, il ministro ha aggiunto: «Secondo me c’è stato un malinteso tecnico, poiché la norma già prevede che il fermo preventivo sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria in cui sono compresi gli agenti della polizia locale».

Dalle opposizioni è arrivata una critica netta. Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in commissione Affari costituzionali della Camera, ha dichiarato che «l’ennesimo disegno di legge sulla sicurezza rappresenta, come i precedenti, un nuovo attacco alle libertà costituzionali».

Viminale: controlli stradali e tavolo tecnico

Al ministero dell’Interno si è svolta una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta da Piantedosi, con la partecipazione del vicepremier Matteo Salvini, del ministro Giuseppe Valditara e dei vertici delle forze di polizia. Dal confronto sono arrivati tre indirizzi operativi: intensificazione dei controlli stradali, aumento dei pattugliamenti serali e istituzione di un tavolo tecnico sulla sicurezza stradale.

Il ddl è stato licenziato in Consiglio dei ministri e inizia l’iter parlamentare, che dovrà valutare le nuove misure su fermo di prevenzione, divieto di aggregazione, aggravante per danneggiamento e modifiche al codice civile.

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