9 luglio 2026 – Il caso della “casa degli orrori” di Hamden, in Ohio, continua ad arricchirsi di dettagli. Al centro della vicenda ci sono i 16 bambini tenuti per anni in condizioni spaventose e i quattro adulti della stessa famiglia arrestati a fine giugno. Ma è su una di loro, Elizabeth Siders, la madre, che si stanno concentrando maggiormente le indagini. Ora, dai registri anagrafici dello Stato ottenuti dall’emittente WOWK 13, affiora un episodio che riguarda la madre dei piccoli e che aggiunge un ulteriore tassello alla storia di questa famiglia.
Casa degli orrori in Ohio, il procuratore: “Sembravano animali selvatici”
Tutto è cominciato il 30 giugno 2026, quando gli agenti dello sceriffo della contea di Vinton si sono presentati nell’abitazione della famiglia Siders a Hamden, un piccolo villaggio a circa 130 chilometri a sud di Columbus. Il mandato riguardava Gary Siders Jr., 36 anni, accusato di atti osceni per alcuni episodi avvenuti precedentemente. Quello che i deputati hanno trovato una volta entrati ha trasformato il caso: 16 bambini e ragazzi, di età compresa tra i 17 mesi e i 18 anni, confinati per gran parte degli ultimi quattro anni in una stanza di circa tre metri e mezzo per tre e mezzo, tra rifiuti ed escrementi.
“Sembravano quasi animali selvatici”, ha dichiarato il procuratore generale dell’Ohio Andy Wilson. Lo sceriffo Ryan Cain è stato ancora più duro: “La maggior parte del nostro bestiame è tenuta in condizioni migliori”. I ragazzi non erano mai stati iscritti a scuola e alcuni di loro non sono in grado di parlare; la più grande, 18 anni, non sa scrivere il proprio nome. Sette sono stati portati negli ospedali di Columbus, due trasferiti in elicottero. Insieme a Elizabeth e Gary Jr. sono stati arrestati anche i nonni dei bambini, Gary Siders Sr., 73 anni, e Christina Siders, 67: i quattro devono rispondere complessivamente di 68 capi di imputazione per messa in pericolo di minori, si sono dichiarati non colpevoli e restano in carcere con una cauzione fissata a 300mila dollari ciascuno. Dopo la rinuncia all’udienza preliminare, il caso passerà direttamente a un gran giurì con un procuratore speciale.
Il parto gemellare
Elizabeth Siders, 33 anni, una delle quattro persone arrestate in relazione al caso, nel novembre 2022 aveva dato alla luce due gemelle siamesi. Le bambine, Bailey Lee e Faith Lee Siders, erano nate premature – a sole 24 settimane di gestazione – il 20 novembre 2022 al Riverside Methodist Hospital di Columbus. Erano affette da una condizione chiamata toracopagia in cui il viso e il torace dei gemelli risultano fusi. Entrambe sono morte lo stesso giorno della nascita: secondo i documenti ottenuti dall’emittente NBC4 e resi pubblici lunedì 7 luglio, il decesso è avvenuto per cause naturali.
Le autorità hanno riferito che non ci sono prove che i figli della coppia siano nati in casa e il parto in ospedale delle due gemelle lo conferma. Anche l’avvocato di Elizabeth, Thomas Stolly, ha dichiarato che tutti i 16 bambini sono figli biologici della donna e che ognuno di loro è nato in strutture ospedaliere della zona. Un elemento che rende ancora più incomprensibile come nessuno si sia accorto delle condizioni in cui vivevano.
Chi è Elizabeth Siders, la madre dei 16 bambini segregati
Elizabeth Siders si è sposata nel marzo 2008, ad appena 15 anni, con il consenso dei suoi genitori: il marito, Gary Siders Jr., all’epoca ne aveva 18. Al momento delle nozze – celebrate in West Virginia – era incinta di sette mesi e il primogenito, il diciottenne ritrovato nella casa, è nato appena due mesi dopo. Elizabeth era dunque minorenne quando ha avuto il primo figlio da un uomo adulto. Lasciata la scuola dopo l’undicesimo grado – l’equivalente del nostro quarto anno di superiori – si è sempre considerata una madre a tempo pieno, mentre il marito lavorava come rider per DoorDash. Alcune ricostruzioni parlano addirittura di 20 gravidanze, iniziate a 13 anni, ma le autorità non le hanno mai confermate.
Il fratello: “Elizabeth è stata indottrinata”
Il suo avvocato la descrive come una donna “in lacrime e sfinita“, che al primo colloquio in carcere non ha chiesto quando sarebbe uscita, ma solo se i suoi figli stessero bene. Per la difesa si tratterebbe più di un caso di isolamento che di malvagità. Sui social, intanto, un uomo che si è identificato come il fratello di Elizabeth ha sostenuto che la sorella sia stata “indottrinata” e di averla ritrovata solo di recente, dopo quindici anni di lontananza.
Molte domande rimangono aperte: come vivessero i 16 bambini prima degli ultimi quattro anni trascorsi a Hamden, infatti, non è ancora chiaro. Mentre gli inquirenti ricostruiscono il passato della famiglia Siders, il parto delle due gemelle siamesi – avvenuto in ospedale, sotto gli occhi di medici e infermieri – resta la prova che qualcuno, quella famiglia, l’aveva incontrata, senza però accorgersi di nulla
