Nell’ultima intervista del podcast “Supernova” condotto da Alessandro Cattelan, la porno attrice e content creator Valentina Nappi ha raccontato uno dei servizi più richiesti dai suoi abbonati su OnlyFans: il “dick rate”, ovvero la valutazione del pene. Una richiesta che racconta molto di come sia cambiato il rapporto degli uomini tra le insicurezze fisiche e il desiderio di un giudizio esterno: il fenomeno della community online looksmaxxing si inserisce proprio su questo terreno.
Valentina Nappi: “I dick rate vanno tantissimo”
Nappi spiega una delle richieste che sta ricevendo maggiormente sulla piattaforma Only Fans: un utente le manda la foto del proprio pene e le chiede di dirle cosa ne pensa. Ma dietro questo scambio, apparentemente diretto, c’è una dinamica psicologica più complessa. “Non è che vogliono veramente sapere cosa ne pensi; magari qualcuno sì per l’insicurezza, ma la maggioranza vuole un commento sul pisello a prescindere.”, dichiara Nappi con la sua solita schiettezza. Cattelan prova a ipotizzare una spiegazione – l’idea che, avendone visti così tanti professionalmente, Nappi possa “valutare con più accuratezza” – e le chiede se segua un’etica precisa in queste valutazioni.
“Dico sempre la verità”, afferma Nappi, anche se il tono dipende da quanto conosce l’utente. Ed è qui che introduce un tema interessante, quello dell’ossessione tutta maschile per le dimensioni. Nappi nota come nel porno certe caratteristiche fisiche siano preferite per ragioni pratiche di ripresa – un uomo più muscoloso, ad esempio, risulta proporzionalmente “più piccolo” davanti alla camera – smontando così il mito che le dimensioni siano collegate a prestazioni. “A noi servono i tipi magri col pisello lungo, non perché sia necessariamente più funzionale per il piacere, ma perché altrimenti non lo vedi nelle riprese“, aggiunge schiettamente.
I criteri di valutazione di Valentina Nappi
Alla domanda di Cattelan su quali altri criteri esistano oltre alla dimensione, Nappi afferma: “Valuto anche come viene fatta la foto. Io tolgo punti se la foto del pisello è brutta”
Anche l’inquadratura ha delle regole non scritte: dipende dal pene e dalla luce, ma un elemento è imprescindibile per lei è far vedere anche i testicoli, che ritiene fondamentali come termine di paragone per valutare correttamente le proporzioni. Alla domanda di Cattelan sul perché le donne diano importanza a un dettaglio che gli uomini spesso considerano secondario, Nappi risponde spiegando che i testicoli hanno un loro peso anche nel piacere fisico durante il sesso, oltre che nelle riprese professionali, dove una conformazione particolare può creare problemi tecnici.
Dick Rate e looksmaxxing: la nuova ossessione degli uomini online
Il racconto di Nappi si inserisce in un fenomeno più ampio che negli ultimi anni sta ridefinendo il rapporto degli uomini – soprattutto i più giovani – con il proprio corpo: il looksmaxxing. Nato nelle community online, il looksmaxxing è un insieme di pratiche (dalla cura della pelle agli esercizi facciali, fino a interventi estetici veri e propri) finalizzate a “massimizzare” il proprio aspetto fisico secondo criteri spesso rigidi e quantificabili, mutuati da forum e algoritmi social. In questi ambienti proliferano punteggi, classifiche e “rating” su ogni singolo tratto del volto o del corpo: mascella, simmetria, altezza. È lo stesso impulso a farsi “misurare” da uno sguardo esterno che Nappi descrive a proposito dei suoi utenti.
La differenza è che il looksmaxxing nasce spesso da un’ansia da prestazione sociale legata alla dating culture e ai social – l’idea che il proprio valore percepito dipenda da parametri fisici oggettivabili – mentre il dick rate, come lo racconta Nappi, sembra rispondere a un bisogno più intimo: non tanto un identikit di sé stessi da migliorare, quanto una conferma, un momento di validazione che passa attraverso il corpo. In entrambi i casi, però, il filo conduttore è lo stesso: la richiesta di un giudizio esterno su una parte di sé che normalmente resta privata, trasformata in oggetto di valutazione pubblica o semi-pubblica.
Valutazione a pagamento
OnlyFans, in questo senso, ha reso economico e immediato un bisogno che prima trovava altri sfoghi forum anonimi, chat, community specifiche. La piattaforma sembra trasformare il desiderio di essere “visti e giudicati” in un vero e proprio servizio a pagamento, personalizzato e diretto, in cui la creator non è più solo un’immagine da “osservare” passivamente, ma qualcuno che risponde e valuta.
