Dopo la sentenza che ha assolto tutti gli imputati nel caso Torre Milano, l’attenzione si sposta su un’altra delle vicende più importanti dell’urbanistica milanese: il dossier San Siro. La domanda che si pongono osservatori e addetti ai lavori è se il verdetto relativo alla torre di via Stresa possa avere conseguenze sugli altri procedimenti ancora aperti.
Negli ultimi anni Milano è stata attraversata da una lunga stagione di inchieste che hanno coinvolto cantieri, progetti immobiliari e figure di primo piano dell’amministrazione cittadina. Ma tra tutti i fascicoli aperti, quello relativo alla vendita dello stadio Meazza a Milan e Inter viene considerato il più delicato sul piano politico e amministrativo.
Perché Torre Milano può influenzare il caso San Siro
Il processo Torre Milano si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati. Un esito che le difese leggono come un precedente importante, pur nella diversità delle contestazioni.
Uno degli aspetti centrali del procedimento riguardava infatti l’utilizzo delle chat acquisite dai telefoni di indagati e non indagati. Secondo l’impostazione accusatoria, quelle conversazioni avrebbero contribuito a ricostruire il sistema decisionale legato alle pratiche edilizie.
Il giudice ha però escluso quel materiale dal processo, accogliendo le eccezioni sollevate dalle difese. Proprio questo passaggio viene oggi osservato con particolare attenzione anche in relazione all’inchiesta su San Siro, dove il tema delle conversazioni sequestrate occupa un ruolo rilevante nell’impianto investigativo.
Le chat sequestrate e la decisione del Riesame
Nell’inchiesta sul Meazza risultano indagati, tra gli altri, l’ex assessore comunale Giancarlo Tancredi, il direttore generale del Comune Christian Malangone, dirigenti di Milan e Inter e alcuni consulenti coinvolti nel percorso che dovrebbe portare alla vendita dello stadio. Tra questi figura anche l’ex vicesindaca Lucia De Cesaris, avvocata che avrebbe svolto un ruolo di raccordo tra le società calcistiche e Palazzo Marino.
Secondo quanto ricostruito dalle cronache giudiziarie, la Procura aveva valorizzato anche una serie di conversazioni estratte dai telefoni di alcuni protagonisti della vicenda. Le difese hanno però contestato le modalità di acquisizione e selezione di quei dati, sostenendo che le ricerche effettuate sui dispositivi fossero troppo ampie e non sufficientemente circoscritte.
Su questo punto il Tribunale del Riesame ha già disposto il dissequestro delle chat, ritenendo che le analisi avrebbero dovuto essere effettuate seguendo criteri più precisi di proporzionalità, pertinenza e adeguatezza. Si tratta di un aspetto tecnico, ma potenzialmente decisivo per l’evoluzione dell’inchiesta.
San Siro resta il fascicolo più sensibile per Milano
Rispetto agli altri interventi edilizi finiti sotto osservazione, il progetto di Stadio Giuseppe Meazza ha un peso particolare. Non si tratta infatti di un semplice intervento immobiliare, ma di una delle operazioni pubbliche più rilevanti degli ultimi anni, che comprende la cessione dello stadio a Milan e Inter e la realizzazione del nuovo impianto.
Per questo motivo il fascicolo viene considerato il più sensibile sul piano politico, amministrativo e mediatico tra quelli legati all’urbanistica milanese.
Scaroni rilancia il progetto del nuovo stadio
Mentre prosegue il confronto nelle sedi giudiziarie, i club continuano a lavorare sul progetto. Nei giorni scorsi il presidente del Milan Paolo Scaroni ha confermato che il cronoprogramma procede secondo le tempistiche previste. “Per il momento tutto va come previsto”, ha dichiarato, annunciando una presentazione del progetto dopo l’estate.
L’appuntamento dovrebbe arrivare in autunno, quando Milan e Inter presenteranno insieme agli architetti i primi elementi del nuovo impianto. Scaroni ha spiegato che l’attenzione iniziale sarà concentrata sulla facciata, considerata uno degli aspetti più identitari dell’opera.
Il presidente rossonero ha poi rilanciato l’ambizione del progetto: “Milano ha il diritto di avere il più bello stadio del mondo e lo avrà”. Mentre l’inchiesta continua il suo percorso, il futuro di San Siro resta dunque sospeso tra sviluppo urbanistico, confronto politico e verifiche giudiziarie. E la sentenza Torre Milano potrebbe rappresentare uno dei primi precedenti destinati a essere osservati con attenzione da tutte le parti coinvolte.
