La nave ong Solidaire è attraccata al porto di Livorno alle 11.30 del 14 giugno con 35 migranti a bordo; lo stesso giorno il pattugliatore Pv7 Paolini della Guardia di finanza ha portato a Lampedusa 41 persone tratte da un barcone. I 35 erano stati soccorsi nei giorni scorsi a sud di Malta durante un’operazione di ricerca e salvataggio, mentre i 41 sono stati agganciati e trasferiti dal pattugliatore. Al porto di Livorno la Prefettura ha disposto controlli sanitari e identificazioni: gli adulti saranno accompagnati in un centro di accoglienza in provincia di Siena, i minori non accompagnati, già sbarcati a Civitavecchia, sono destinati a una struttura in provincia di Chieti; a Lampedusa i 41 soccorsi sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, che ospita 171 persone.
Lo sbarco dei migranti dalla Solidaire
La Solidaire è arrivata al porto di Livorno intorno alle 11.30 del 14 giugno con 35 migranti a bordo. Secondo la comunicazione diffusa dalla Prefettura, in origine sull’imbarcazione c’erano anche 23 minori non accompagnati: questi ultimi sono stati sbarcati in via preliminare al porto di Civitavecchia. La maggior parte delle persone sbarcate a Livorno è di origine bengalese; a bordo ci sono anche cittadini provenienti da Somalia ed Egitto.
Dopo l’attracco il personale sanitario ha eseguito i controlli di primo livello e sono state svolte le procedure di identificazione coordinate dalla Prefettura. Quest’ultima seguirà le operazioni successive: gli adulti verranno accompagnati in un centro di accoglienza nella provincia di Siena. I minori non accompagnati, come comunicato, sono destinati a una struttura in provincia di Chieti, in Abruzzo.
Una fonte AIS consultata indica il tipo di unità Solidaire come Offshore Tug/Supply Ship: la classificazione tecnica serve a precisare il tipo di nave che ha effettuato il trasporto e l’attracco al porto di Livorno.
L’intervento del Pv7 Paolini a Lampedusa
A Lampedusa, sempre il 14 giugno, sono sbarcati 41 migranti recuperati da un barcone di 11 metri. L’operazione è stata condotta dal pattugliatore Pv7 Paolini della Guardia di finanza, che ha agganciato l’imbarcazione in difficoltà. Tra i 41 sbarcati si contano due donne; le altre persone sono uomini e provengono da Egitto, Eritrea, Pakistan e Sudan, secondo quanto riferito dalle autorità.
I soccorsi hanno dichiarato di essere partiti dalla Libia nella tarda mattinata del giorno precedente e di avere l’intenzione di raggiungere la Francia e la Svezia. Dopo lo sbarco, tutte le 41 persone sono state condotte all’hotspot di contrada Imbriacola sull’isola di Lampedusa. Il punto di prima accoglienza, secondo i dati forniti, ospita al momento 171 persone.
Nella nota delle autorità il pattugliatore Pv7 Paolini è indicato come l’unità che ha eseguito l’intervento di aggancio; il dato relativo alla lunghezza dell’imbarcazione soccorsa è di 11 metri.
Le operazioni dopo lo sbarco dei migranti
Sia a Livorno sia a Lampedusa le fasi successive allo sbarco hanno visto il coinvolgimento delle prefetture e delle autorità competenti per i controlli sanitari e le procedure di identificazione. A Livorno la Prefettura ha coordinato le verifiche iniziali e la destinazione degli adulti verso un centro in provincia di Siena. I minori non accompagnati erano stati fatti sbarcare a Civitavecchia e sono destinati a una struttura in provincia di Chieti, in Abruzzo.
A Lampedusa la procedura ha previsto il trasporto delle 41 persone all’hotspot di contrada Imbriacola, dove sono state registrate insieme agli altri ospiti presenti nella struttura. Le autorità locali hanno comunicato il numero degli ospiti attuali nella struttura: 171 persone.
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