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Honduras, pene fino a 60 anni per il femminicidio con nuove misure più severe

Il Parlamento honduregno approva una legge storica per combattere il femminicidio, aumentando le pene fino a 60 anni. Un passo decisivo in un Paese con alti tassi di violenza di genere

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Scarpa da donna accanto a un marcatore della polizia sulla scena di un crimine, immagine simbolica della violenza di genere e dei femminicidi in Honduras dopo l'approvazione della legge che prevede pene fino a 60 anni di carcere

Pixabay @Gabrijelagal - alanews

Redazione di Redazione

Ogni 32 ore, una donna perde la vita in Honduras, vittima di femminicidio. è il dato citato durante il dibattito parlamentare e che pesa come un macigno su un Paese già segnato dalla violenza di genere. Ora, però, il Parlamento ha deciso di non restare a guardare: ha approvato una legge che porta la pena fino a 60 anni di carcere per chi commette questi crimini. Una mossa decisa, una stretta senza precedenti, nel tentativo di spezzare finalmente questo ciclo di violenza.

Femminicidi in Honduras, approvata la riforma che aumenta le pene

La nuova legge arriva in un momento critico per l’Honduras, che detiene il triste primato del più alto tasso di femminicidi in America Latina. Secondo un recente rapporto della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi , il Paese registra il più alto tasso di femminicidi dell’America Latina, con 4,3 casi ogni 100 mila donne. L’Osservatorio sulla violenza dell’Università nazionale autonoma dell’Honduras parla di 262 femminicidi soltanto nel 2025. Numeri che raccontano una crisi sociale profonda, che coinvolge anche istituzioni e governo.

Prima della riforma, la pena per il femminicidio variava tra i 25 e i 30 anni di carcere. Ora, in presenza di aggravanti, la condanna può arrivare dai 30 ai 40 anni. Nei casi più gravi, per esempio come quando la morte della vittima è collegata a violenze di genere particolarmente efferate o a un sequestro di persona, la pena può toccare i 60 anni, il massimo previsto dalla legge honduregna.

Dietro questa decisione c’è un lungo dibattito politico e sociale, nato dall’urgenza di fermare una piaga che miete vittime ogni giorno e che spesso resta impunita.

Le parole chiare di Tomás Zambrano, presidente del Congresso Nazionale

Tomás Zambrano, a capo del Congresso nazionale, non ha nascosto la fermezza del Parlamento durante il passaggio della legge. «Chi toglie la vita a una donna deve sapere che affronterà tutta la forza della legge», ha detto. Parole nette, che vogliono essere un avvertimento ma anche un impegno serio a colpire senza sconti chi commette questi crimini.

L’iniziativa arriva dal partito di destra che guida il Paese e segna una presa di coscienza istituzionale. L’obiettivo è chiaro: nessuna tolleranza per l’omicidio di donne legato al genere.

Un problema radicato, difficile da estirpare

L’Honduras è uno dei Paesi più insicuri delle Americhe, non solo per i femminicidi ma per la criminalità in generale, legata a traffici illeciti e povertà. Il femminicidio è il riflesso di discriminazioni profonde, istituzioni deboli e risposte insufficienti sul fronte della prevenzione.

La nuova legge è un passo importante, ma non basta. Serve un lavoro di squadra tra polizia, magistratura, associazioni femminili e comunità per trasformare le pene più severe in un vero deterrente e fermare questa strage quotidiana.

L’inasprimento delle pene può essere un punto di svolta, ma solo se accompagnato da un cambiamento culturale e politiche concrete di protezione e sensibilizzazione.

L’Honduras si prepara così a una nuova fase, almeno sul piano legislativo, per affrontare una delle sfide più dure e urgenti: mettere fine alla mattanza silenziosa che ogni giorno spegne la vita di troppe donne.

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