7 giugno 2026 – Davanti alla nunziatura apostolica in Spagna è comparsa una sedia vuota. Un gesto semplice ma carico di significato. A sistemarla è stato Miguel Hurtado, il primo uomo a denunciare pubblicamente gli abusi sessuali subiti nell’abbazia di Montserrat e una delle figure simbolo della lotta contro gli abusi nella Chiesa cattolica spagnola.
La protesta è avvenuta mentre papa Leone XIV rientrava dalla messa del Corpus Domini. L’8 giugno – come riporta ANSA – il Pontefice incontrerà alcune vittime di abusi da parte di membri del clero in Spagna, ma tra gli invitati non figura proprio Hurtado. Un’esclusione che l’attivista ha voluto denunciare con una sedia lasciata vuota, a rappresentare la sua assenza e, secondo lui, quella di molte altre vittime che continuano a chiedere ascolto e riconoscimento.
Cosa significa quella sedia vuota per chi ha subito abusi nella chiesa
La scena della “sedia vuota” si è verificata intorno alle 12:50 e con questo gesto, Hurtado non ha solo voluto sottolineare che non sarà ricevuto dal Papa nell’incontro riservato previsto per il giorno dopo, ma ha anche voluto puntare il dito contro un dialogo che non c’è stato. La Santa Sede, infatti, ancora fatica a concede alle vittime degli abusi visibilità o giustizia.
Hurtado, portavoce dell’associazione di vittime di abusi Reparación Integral Ya, dal canto suo ha accompagnato il gesto della sedia vuota con una lettera, in cui ha chiesto un incontro urgente con il Pontefice. Nella stessa missiva invita anche Papa Leone XIV a rinunciare alla visita programmata all’abbazia il 10 giugno, un luogo che per l’uomo rappresenta l’ipocrisia e la problematicità di alcune figure ecclesiastiche.
La protesta della sedia vuota si inserisce in un movimento che chiede trasparenza e giustizia per le vittime di abusi nella Chiesa, con Montserrat che spesso viene indicata come “ground zero” di queste tragedie nella Chiesa catalana.
Montserrat, cosa è accaduto nell’antica abbazia
L’abbazia benedettina di Montserrat è un simbolo religioso importante, ma anche il teatro di infelici pagine di cronaca. Miguel Hurtado aveva solo 16 anni quando fu abusato da Andreu Soler, monaco e responsabile di un gruppo scout nel monastero. Soler è stato riconosciuto come “predatore sessuale” da una commissione interna nel 2019, ma solo dopo decenni di silenzi e impunità. Oggi è morto, ma l’ombra delle sue azioni pesano ancora sulle vittime e sulla comunità. Hurtado ha fatto causa all’abbazia, accusandola di aver coperto gli abusi. Il mancato incontro con il Papa ha rafforzato la sensazione di abbandono e di inadeguatezza nella gestione del supporto alle vittime. Montserrat, come lo definisce lo stesso Hurtado, è “l’epicentro” di questa ferita, un luogo simbolico e reale dove si sono concentrati molti casi venuti alla luce solo di recente.
