Alexander Zverev è il primo finalista del Roland Garros 2026. Sul Philippe-Chatrier il tedesco ha superato il ceco Jakub Mensik con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3, conquistando l’accesso alla seconda finale sulla terra rossa parigina.
Tra lui e il primo titolo Slam della carriera c’è ora un solo ostacolo. Questa sera, infatti, sarà il derby italiano tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi a decidere chi affronterà il numero 3 del mondo nell’ultimo atto del torneo.
Una vittoria importante, quella ottenuta contro il ventenne ceco, ma che racconta qualcosa di più del semplice risultato. Perché se Mensik è stata una delle grandi sorprese del torneo, Zverev ha dimostrato di saper reggere un peso che in passato gli aveva spesso creato difficoltà: quello delle aspettative.
Zverev controlla la partita e spegne la rimonta di Mensik
La semifinale del Roland Garros 2026 è iniziata con un primo set equilibrato, nel quale Mensik ha confermato il talento che gli ha permesso di arrivare fino alle ultime fasi del torneo. Nei momenti decisivi, però, è stata l’esperienza di Zverev a fare la differenza.
Il tedesco ha conquistato il primo parziale per 7-5 prima di dominare il secondo set, chiuso con un netto 6-2. Quando la partita sembrava indirizzata verso una conclusione rapida, il giovane ceco ha reagito con orgoglio, aggiudicandosi il terzo set per 6-3 e riaprendo l’incontro.
È stato proprio lì che si è vista la versione più convincente di Zverev. Nessun calo mentale, nessuna tensione particolare. Il tedesco ha ripreso immediatamente il controllo del gioco, trovando il break decisivo nel quarto set e chiudendo il match sul 6-3.
Il vero segnale? Zverev non sente più il peso del favorito
Per anni Alexander Zverev è arrivato ai grandi appuntamenti con tutto ciò che serve per vincere uno Slam: talento, esperienza e continuità. Quello che spesso è mancato è stato l’ultimo passo. Le finali perse e le occasioni sfumate gli hanno cucito addosso un’etichetta scomoda: quella del campione sempre vicino al traguardo, ma incapace di tagliare il traguardo per primo.
A Parigi, però, qualcosa sembra essere cambiato. Dopo le eliminazioni eccellenti che hanno caratterizzato questa edizione del Roland Garros, il tabellone si è improvvisamente aperto. E con il tabellone si è aperta anche la pressione. Perché da quel momento Zverev non era più soltanto uno dei contendenti: era l’uomo da battere.
Contro Mensik ha dato la risposta che tutti aspettavano. Non tanto per il risultato finale, quanto per il modo in cui è arrivato. Dopo aver perso il terzo set, il tedesco non ha dato alcun segnale di nervosismo. Ha continuato a giocare il suo tennis, ha ripreso in mano la partita e ha chiuso senza particolari esitazioni.
Se c’è un messaggio che arriva da questa semifinale, non è soltanto la qualificazione alla finale. È la sensazione che, per la prima volta da anni, Zverev non stia più giocando contro i fantasmi delle occasioni perse.
Roland Garros 2026, ora tocca all’Italia
Mentre il tedesco può già preparare la finale, gli occhi del tennis italiano sono puntati sulla seconda semifinale. Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si sfideranno questa sera per conquistare un posto nella storia e raggiungere Zverev nell’ultimo atto del torneo.
Per il tennis azzurro è già una giornata speciale: comunque vada, un italiano giocherà la finale del Roland Garros. Per Zverev, invece, il conto alla rovescia verso il sogno continua.
Ti può interessare anche questo articolo: “Roland Garros 2026, Cobolli vola ai quarti: perché ormai non è più una sorpresa?”
