La contestazione dei tifosi del Milan non si ferma e adesso travolge anche Zlatan Ibrahimovic. L’ex attaccante svedese, oggi figura vicina alla proprietà RedBird, è finito al centro della rabbia rossonera dopo la pubblicazione di un post sui propri profili social. Un contenuto legato a un marchio sportivo che, in un momento già tesissimo per l’ambiente milanista, ha scatenato una lunga serie di commenti negativi.
Sotto al post sono comparsi messaggi come “Fuera”, “Ibrahimovic out” e inviti espliciti a lasciare il Milan. Una protesta digitale che si aggiunge a quella già esplosa nelle scorse settimane tra San Siro e Casa Milan, dove parte della tifoseria aveva contestato duramente proprietà, dirigenza e area tecnica dopo il finale di stagione.
Il peso del fallimento Champions
Il clima attorno al Milan resta pesantissimo dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League. Il club rossonero ha chiuso la stagione con una delusione profonda, culminata nella sconfitta contro il Cagliari e nel quinto posto in Serie A. Un epilogo che ha portato RedBird a una vera e propria rivoluzione interna.
Il Milan ha infatti deciso di separarsi da Massimiliano Allegri e da diversi uomini dell’area dirigenziale, tra cui Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada. Una scelta netta, maturata dopo un finale di campionato giudicato fallimentare dalla proprietà. Ma il repulisti non è bastato a calmare la piazza: una parte dei tifosi chiede ora un cambiamento ancora più profondo.
Milan, perché la protesta coinvolge Zlatan Ibrahimovic
Ibrahimovic viene percepito da molti sostenitori come uno dei volti pubblici del progetto RedBird. Anche se il suo ruolo non coincide con quello di un dirigente operativo tradizionale, la sua presenza accanto alla proprietà lo ha trasformato in un simbolo della gestione contestata. Per questo, dopo l’uscita di scena di allenatore e dirigenti, il nome di Zlatan continua a essere associato alle responsabilità del fallimento sportivo.
La rabbia nasce soprattutto dalla sensazione di una stagione gestita senza una linea chiara, tra scelte tecniche discusse, risultati deludenti e una programmazione ritenuta insufficiente. In questo contesto, ogni uscita pubblica dell’ex campione viene letta con particolare attenzione. Il post social, arrivato mentre l’ambiente chiedeva segnali concreti sulla ricostruzione, ha finito per alimentare ulteriormente il malcontento.
Un’estate decisiva per ricostruire il rapporto con la piazza
La contestazione contro Ibrahimovic racconta la frattura tra una parte del tifo milanista e l’attuale progetto societario. Il Milan è chiamato ora a ricostruire non solo la squadra, ma anche un rapporto di fiducia con i propri sostenitori. La scelta del nuovo allenatore, la definizione dell’organigramma e le prime mosse di mercato saranno passaggi decisivi per capire la direzione del club.
Per Ibrahimovic, intanto, il momento è delicato. Da simbolo vincente in campo e protagonista dello scudetto del 2022, Zlatan si ritrova oggi nel mirino di una piazza delusa e impaziente. Il suo futuro nel progetto rossonero resta uno dei temi più sensibili di un’estate che si annuncia già carica di tensioni.
