Un drone è caduto in Romania, provocando un incendio e ferendo due persone. L’incidente ha subito acceso le tensioni tra Mosca e Kiev, con accuse reciproche che volano senza tregua. Vladimir Putin, però, ha messo una parola di cautela: “Nessuno può affermare con certezza a chi appartiene il drone, senza prima analizzarne i resti”. Un’apertura, quella del presidente russo, che lascia spazio all’ipotesi di un errore di rotta, forse un drone ucraino finito in territorio romeno. La situazione resta dunque intricata e il mistero sul velivolo non si dissolve.
A Mosca, il 29 maggio 2026, Putin ha sottolineato l’importanza di un’analisi approfondita dei pezzi del drone caduto in Romania. Secondo lui, potrebbe trattarsi di un velivolo ucraino, ma deviato a causa di interferenze elettroniche o problemi nei sistemi di navigazione. Questa ipotesi cambia un po’ le carte in tavola rispetto alle accuse iniziali che la Romania aveva rivolto a Mosca. La Russia si mostra quindi pronta a lasciare spazio a controlli tecnici e scientifici prima di tirare conclusioni.
Mosca chiede i resti per un’indagine trasparente
Il Cremlino ha confermato la disponibilità a collaborare per un’indagine imparziale, a condizione che la Romania consegni i frammenti del drone. Putin ha ricordato che in passato droni ucraini sono entrati in vari Paesi, scatenando situazioni simili, ma spesso la Russia è stata subito accusata senza approfondire. Ora Mosca vuole avere accesso al materiale recuperato per chiarire con esami rigorosi da dove viene davvero il drone e chi ha responsabilità nell’incidente.
Peskov: “Putin era al corrente, tensioni in aumento”
Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha assicurato ai giornalisti che Putin era informato dell’incidente fin dall’inizio, smentendo voci di scarsa comunicazione interna. L’episodio ha aumentato le tensioni tra Mosca e i Paesi della Nato. La Romania ha reagito espellendo il console russo, mentre Mosca respinge le accuse e invita a mantenere alta l’attenzione sulla situazione, che resta delicata e piena di incognite. L’incidente di Galați si inserisce in un quadro geopolitico complesso, dove ogni mossa conta.
Putin: “L’Unione eurasiatica si rafforza anche in campo economico”
Mentre si gestisce la crisi legata al drone, Putin ha incontrato ad Astana il Consiglio Economico Supremo Eurasiatico. Ha evidenziato i progressi nell’Unione economica eurasiatica, che comprende Bielorussia, Kazakistan, Russia, Armenia e Kirghizistan. I Paesi stanno usando sempre più le proprie valute per i pagamenti internazionali, riducendo l’impatto delle fluttuazioni dei mercati globali. Grazie alla cooperazione industriale e all’adozione di nuove tecnologie, sono nate catene del valore più efficaci, e nel 2023 il commercio interno ha toccato i 95 miliardi di dollari. Un segnale chiaro della strategia russa in un momento di forti tensioni sul piano internazionale.
