«Abbiamo deciso di prorogare la riduzione delle accise su benzina e gasolio fino all’inizio di giugno». Così Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha anticipato la novità durante il Festival dell’Economia di Trento. La misura, che avrebbe dovuto terminare il 22 maggio, si allunga quindi di qualche settimana. Domani sera, nel Consiglio dei ministri, arriverà il decreto-legge che ufficializzerà la proroga. Ma non si tratta solo di un semplice slittamento: sono in arrivo anche sostegni mirati per gli autotrasportatori e il trasporto pubblico locale, settori messi a dura prova dall’impennata dei costi energetici e da una fase di grande tensione.
Da marzo 2024 il governo taglia le accise per calmierare i prezzi dei carburanti. Oggi la riduzione è di 20 centesimi al litro per il gasolio e 5 centesimi per la benzina. Questa misura ha già subito diversi rinnovi, soprattutto per far fronte agli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz. Ogni mese l’intervento pesa per circa un miliardo di euro sulle casse dello Stato, finanziato in parte dall’aumento dell’Iva sui carburanti. Ora la proroga si spinge fino a inizio giugno, anche se Giorgetti non esclude un nuovo prolungamento, a seconda di come evolverà la situazione internazionale e del ritorno alla normalità nelle rotte commerciali.
Non solo taglio delle accise: aiuti mirati per trasporti e camionisti
Il governo non si limita a prolungare il taglio delle accise, ma mette in campo anche misure di sostegno per settori strategici. Tra queste, aiuti diretti agli autotrasportatori e al trasporto pubblico locale. L’obiettivo è alleggerire l’impatto dei rincari sui carburanti proprio mentre si avvicina lo sciopero dei camionisti, previsto dal 25 al 29 maggio come protesta contro i costi troppo alti. Il piano punta a garantire la tenuta della filiera logistica e a mantenere attivi i servizi di trasporto urbano e regionale.
Ex-ilva, finanziamenti per evitare crisi produttiva
Nel prossimo Consiglio dei ministri si discuterà anche di un intervento per sostenere l’ex-Ilva. Il governo ha dato il via libera all’ampliamento del prestito ponte già concesso ad aprile, che passerà da 149 a un massimo di 380 milioni, grazie alla flessibilità concessa dall’Unione Europea. Al momento i fondi bastano solo fino a fine giugno. L’obiettivo è evitare chiusure o rallentamenti nello stabilimento, fondamentale per l’industria italiana, e scongiurare pesanti ripercussioni sul lavoro e sull’economia locale.
Queste misure mostrano la volontà del governo di affrontare le emergenze energetiche e industriali con interventi mirati sull’economia reale. Il Consiglio dei ministri sarà decisivo per mettere a punto gli strumenti necessari a sostenere famiglie, imprese e lavoratori in un contesto internazionale e nazionale ancora incerto.
