Roma, 11 marzo 2026 – Nei prossimi dieci anni si prevede un significativo aumento del numero di italiani affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), con una crescita stimata tra il 30 e il 40%. Questi dati sono stati illustrati oggi durante l’evento “Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: il valore della ricerca biotecnologica e della collaborazione fra Istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti”, organizzato presso la Camera dei Deputati.
Malattie croniche intestinali: l’aumento dei casi e l’impatto economico
Secondo quanto emerso, l’incremento dei pazienti con Mici comporterà un parallelo aumento dei costi sanitari e previdenziali. Attualmente, il servizio sanitario nazionale sostiene una spesa di circa 400 milioni di euro all’anno, a cui si aggiungono 21 milioni di euro per la previdenza sociale. Questi numeri riflettono l’urgenza di adottare strategie più efficaci e sostenibili per la gestione di queste patologie.
Innovazione e modelli predittivi per una migliore gestione
L’evento si inserisce nel progetto promosso da Assobiotec – Federchimica, che mira a sviluppare percorsi di assistenza, nutrizione e cura sempre più personalizzati. Un elemento chiave del progetto è la realizzazione di un modello econometrico, curato da Altems e Ceis, capace di anticipare gli effetti economici derivanti dall’introduzione di nuove soluzioni diagnostico-terapeutiche.
Eugenio Di Brino, co-founder e partner di Altems Advisory, ha sottolineato come “il nostro obiettivo è simulare gli effetti delle diverse strategie di gestione delle Mici e anticipare l’impatto delle innovazioni, fornendo ai decisori pubblici uno strumento concreto per pianificare politiche sanitarie più efficaci e sostenibili”.
Giorgio Ghignoni, Corporate Vice President di Scientific Affairs in Diasorin e co-coordinatore del Gruppo di lavoro Prevenzione di Assobiotec, ha aggiunto che “l’adozione appropriata di soluzioni innovative non rappresenta un costo aggiuntivo, ma un’opportunità per offrire ai pazienti diagnosi e trattamenti migliori, ottimizzando le risorse del servizio sanitario nazionale”. Ghignoni vanta una lunga esperienza internazionale in ambito farmaceutico e diagnostico, con un solido background in Market Access e Public Affairs, che arricchisce la sua visione strategica nel settore.
