Roma, 11 marzo 2026 – In un contesto in cui il mercato degli integratori e dei test genetici promette spesso risultati miracolosi in termini di longevità, la comunità scientifica invita alla cautela. Nel corso del convegno “Vivere meglio, vivere più a lungo. Le opportunità cliniche vs i falsi miti” svoltosi a Roma, genetisti, biologi e clinici hanno affrontato i principali temi legati alla vera scienza della longevità, smontando molte delle fake news che circolano.
Longevità e test genetici: una visione integrata
“Vivere meglio non significa mantenere il corpo iperattivo per tutta la vita”, ha precisato Salvatore Pennisi, medico specializzato in medicina funzionale, sottolineando che solo la conoscenza dei meccanismi molecolari, biochimici e fisiologici può difendere dalle semplificazioni e dalle promesse commerciali. Proprio sul tema dei test genetici, Giuseppe Novelli, ordinario di Genetica Medica all’Università di Tor Vergata, ha chiarito che non esiste un “gene della vecchiaia”. L’invecchiamento, infatti, è un processo complesso che coinvolge l’interazione tra genoma, epigenoma e ambiente. La vera medicina della longevità si basa su una valutazione olistica dell’individuo, dove i dati genetici sono solo un tassello del quadro complessivo.
Meccanismi biologici e stili di vita: il ruolo della ricerca
Tra i processi biologici più rilevanti ci sono la senescenza cellulare e le alterazioni del metabolismo energetico dei mitocondri, elementi chiave per modulare l’invecchiamento. Lorenza Putignani, direttore dell’Unità Microbiomica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, ha evidenziato il ruolo cruciale del microbiota intestinale, la cui composizione è influenzata da dieta, farmaci e stili di vita. Giovanni Scapagnini, vicepresidente della Società Italiana di Nutraceutica, ha aggiunto che l’invecchiamento biologico è associato a processi come l’infiammazione cronica e la perdita di flessibilità metabolica, ma che scelte alimentari corrette possono modulare questi fattori di danno. Infine, Paolo Calabresi, direttore di Neurologia all’Irccs Policlinico Gemelli, ha sottolineato l’importanza della prevenzione delle malattie neurodegenerative con attività fisica, dieta mediterranea e stimolazione cognitiva e sociale, strumenti efficaci per la salute neurologica nel tempo.
