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Cecchini di Sarajevo, avvocato italiano offre difesa gratuita alla città

L’avvocato Nicola Brigida propone assistenza legale gratuita a Sarajevo nel processo milanese sui “Cecchini del weekend”

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Inchiesta sui "cecchini del weekend" italiani: pagavano per sparare ai bambini a Sarajevo
Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Sarajevo, 24 febbraio 2026 – Un gesto di solidarietà legale arriva dall’Italia per la capitale bosniaca, ancora segnata dalle ferite della guerra degli anni Novanta. L’avvocato italiano Nicola Brigida ha offerto di rappresentare gratuitamente la città di Sarajevo nel procedimento giudiziario in corso presso il Tribunale di Milano riguardante i cosiddetti “Cecchini del weekend”, un caso che riapre una pagina dolorosa della storia recente.

Il caso dei cecchini di Sarajevo

Il procedimento giudiziario a Milano indaga su uno dei capitoli più oscuri dell’assedio di Sarajevo, durato dal 1992 al 1996. Secondo diverse testimonianze, tra cui quella di un pompiere americano e altre fonti raccolte negli ultimi anni, facoltosi stranieri, inclusi sospetti italiani, avrebbero pagato milizie serbo-bosniache per sparare a cittadini innocenti e bambini durante l’assedio, un atto di violenza gratuita e crudele. L’inchiesta, affidata al Ros e coordinata dal pm Alessandro Gobbis, non ha ancora indagati ufficiali, ma si avvale di documenti e deposizioni chiave, come quella rilasciata nel 2007 davanti al Tribunale dell’Aja.

L’avvocato Brigida, contattato tramite il Consolato Generale della Bosnia-Erzegovina a Milano, ha proposto di assumere la difesa legale di Sarajevo come parte lesa, offrendo i suoi servizi pro bono. Il Consiglio Comunale della città bosniaca dovrà deliberare sull’opportunità di conferire al sindaco Samir Avdić la delega per autorizzare questa rappresentanza legale e definire i termini dell’accordo.

Memorie di guerra e resilienza: il ricordo di Sarajevo oggi

Sarajevo, con i suoi oltre 319 mila abitanti, è una città che porta ancora le cicatrici di un assedio durato 1.425 giorni, durante il quale morirono oltre 11.500 persone, fra cui 1.500 bambini. Il racconto di chi ha vissuto quei momenti drammatici, come Semir e Mirsada Fazlagic, rifugiatisi in Italia, testimonia la ferocia del conflitto e la speranza di una rinascita. La guerra bosniaca ha lasciato un’eredità di dolore e di insegnamenti, ancora oggi ricordati come monito di fronte ai conflitti contemporanei in Europa, come quello in Ucraina.

L’iniziativa di Nicola Brigida si inserisce in questo contesto di ricerca di giustizia e verità storica, offrendo alla città di Sarajevo un sostegno legale fondamentale per far luce su un capitolo atroce della sua storia recente.

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