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Lavoratori in piazza davanti al Mimit: “Il governo intervenga su Stellantis per salvare la produzione”

Sindacati e lavoratori chiedono un piano industriale chiaro per gli stabilimenti italiani, temendo tagli e delocalizzazioni. Pressioni su Palazzo Chigi per salvaguardare l’occupazione

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Marco Vesperini di Marco Vesperini

Mi chiamo Marco Vesperini, classe 1989, sono di Porto Sant’Elpidio, un paesino sulla costa marchigiana. Giornalista pubblicista, collaboro con Alanews dal 2023 e con ilfattoquotidiano.it dal 2016. Mi occupo principalmente di cronaca, politica e cultura

Roma, 30 gennaio 2026 – Questa mattina, davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), si è svolta una manifestazione che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di lavoratori del settore automotive, mobilitati per chiedere un confronto urgente con il gruppo Stellantis nell’ambito del tavolo dedicato all’industria automobilistica italiana.

Criticità nella produzione e richieste dei sindacati

immagine

I manifestanti, rappresentati dai sindacati dei metalmeccanici, hanno espresso forte preoccupazione per la situazione degli stabilimenti italiani di Stellantis. Giovanni Fierro, esponente della Fim Cisl Caserta, ha sottolineato che nonostante le promesse iniziali di produrre un milione di auto in Italia, al momento si registrano solo 250 mila unità, con uno scenario che vede gli stabilimenti “in ginocchio”. Fierro ha inoltre denunciato la discrepanza tra gli investimenti del gruppo, che sta indirizzando risorse verso Paesi come Marocco, Albania e Algeria, lasciando in difficoltà migliaia di lavoratori italiani che rischiano il posto di lavoro.

Andrea Di Traglia, segretario generale della Fiom Cgil Frosinone e Latina, ha aggiunto che il vero nodo riguarda la mancanza di un piano industriale certo per gli stabilimenti nazionali. A Cassino, ad esempio, sono state prodotte solo 19.300 auto e le previsioni per l’anno in corso sono addirittura peggiori. Di Traglia ha evidenziato come Stellantis non stia rispettando nemmeno gli impegni del tavolo 2024, con la produzione dei modelli elettrici di Giulia e Stelvio posticipata al 2028. Per questo motivo, ha chiesto che l’interlocuzione istituzionale si sposti a Palazzo Chigi, coinvolgendo direttamente la premier Giorgia Meloni affinché il governo eserciti una maggiore pressione sul gruppo multinazionale.

Il contesto industriale di Stellantis e la mobilitazione

Stellantis N.V., nata nel 2021 dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA, è una holding multinazionale con sede legale ad Amsterdam e una forte presenza produttiva in Italia. Il gruppo conta oltre 248 mila dipendenti a livello globale e controlla quattordici marchi automobilistici tra cui Alfa Romeo, FIAT, Lancia e Maserati. Nel 2024 ha registrato un fatturato di circa 157 miliardi di euro e un utile netto di 5,52 miliardi. Nonostante ciò, le tensioni sul territorio italiano derivano dal fatto che le produzioni promesse non sono state mantenute e che la strategia industriale sembra privilegiare investimenti all’estero.

La protesta di oggi rappresenta una forte richiesta da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali affinché il governo italiano assuma un ruolo più incisivo nel dialogo con Stellantis, per tutelare l’occupazione e rilanciare la produzione industriale nazionale in un settore cruciale per il Made in Italy.

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