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Mosca registra il brevetto per una stazione spaziale con gravità artificiale

Il brevetto russo introduce una stazione con gravità artificiale parziale, pensata per superare i limiti della microgravità e garantire missioni spaziali più sicure e sostenibili

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Mosca registra il brevetto per una stazione spaziale con gravità artificiale

Mosca registra il brevetto per una stazione spaziale con gravità artificiale

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Mosca, 13 gennaio 2026 – Nel panorama delle tecnologie spaziali, la Russia compie un significativo passo avanti con il brevetto di una stazione spaziale in grado di generare gravità artificiale. Questo sviluppo arriva mentre la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), attiva dal 1998 e gestita da un consorzio internazionale che include la NASA, la RKA russa, l’ESA europea, la JAXA giapponese e la CSA canadese, si avvicina alla fine della sua vita operativa prevista per il 2031.

La sfida della gravità artificiale

Da oltre vent’anni, la ISS rappresenta il laboratorio più avanzato per lo studio della vita umana in condizioni di microgravità, ma ha anche evidenziato i limiti fisiologici di permanenze prolungate in orbita. Gli astronauti sperimentano infatti una progressiva perdita di densità ossea, atrofia muscolare e alterazioni cardiovascolari, problemi che pongono seri dubbi sulla fattibilità di missioni di lunga durata verso Marte o oltre il sistema solare.

In questo contesto si inserisce il brevetto ottenuto dalla società statale russa Energia, che prevede una struttura spaziale capace di generare circa 0,5g di gravità, ossia la metà di quella terrestre. Secondo gli sviluppatori, questa gravità parziale potrebbe mitigare significativamente gli effetti negativi della microgravità, migliorando la sicurezza e la sostenibilità delle missioni a lungo termine.

Russia has patented a rotating space station concept that generates artificial gravity through centrifugal force. The idea is to simulate gravity by spinning sections of the station, creating outward acceleration similar to gravity on Earth. pic.twitter.com/gjT6PXlDvR

— Cosmoknowledge (@cosmoknowledge) December 24, 2025

 

Architettura e funzionamento del sistema brevettato

La stazione progettata da Energia si basa su un modulo centrale che combina parti statiche e rotanti, connessi da una giunzione flessibile ermeticamente sigillata. Questa soluzione tecnica è cruciale poiché consente la rotazione di alcuni moduli senza compromettere la pressione interna, creando così una forza centrifuga percepita dall’equipaggio come gravità artificiale.

Con un raggio di circa 40 metri e una rotazione di circa cinque giri al minuto, il sistema può generare la gravità parziale prevista. La configurazione modulare consentirebbe inoltre l’assemblaggio in orbita attraverso più lanci, con porte di attracco sia assiali che radiali per facilitare l’aggiunta graduale di nuovi moduli senza compromettere l’equilibrio strutturale.

Un elemento distintivo del progetto è la concentrazione dei componenti meccanici – come cuscinetti e guarnizioni – su un lato del guscio rotante. Tale scelta riduce il rischio che un guasto possa bloccare la rotazione o isolare parti della stazione, affrontando così uno degli storici problemi legati ai tentativi precedenti di creare gravità artificiale nello spazio.

Il contesto internazionale e il futuro dopo la ISS

Il brevetto di Energia non è ancora supportato da finanziamenti ufficiali né da un calendario definito per la realizzazione del progetto, che rimane per ora a livello concettuale. Tuttavia, rappresenta un segnale importante nell’attuale fase di transizione, considerando che la ISS sarà dismessa entro la prossima decade.

Le principali potenze spaziali stanno infatti esplorando nuove soluzioni per mantenere una presenza umana stabile nello spazio, sia attraverso stazioni commerciali sia con habitat destinati a missioni nello spazio profondo. In questo scenario, la proposta russa si distingue per la sua innovazione tecnologica e per l’ambizione di garantire un ambiente più umano e fisiologicamente sostenibile per gli astronauti.

Inoltre, il progetto assume una dimensione strategica e politica: in un periodo di crescente tensione tra Russia, Stati Uniti ed Europa, la messa a punto di una stazione spaziale con gravità artificiale può rappresentare per il Cremlino un modo per riaffermare la propria autonomia e influenza nel settore spaziale internazionale.

La ISS, che orbita a circa 400 km dalla Terra e ospita un equipaggio permanente dal 2000, ha permesso di accumulare dati fondamentali sulla fisiologia umana in assenza di gravità, ma la generazione di gravità artificiale potrebbe essere la chiave per missioni di durata molto più estesa. Ridurre la perdita ossea e muscolare, mitigare i rischi cardiovascolari e facilitare la riabilitazione al ritorno sulla Terra sono obiettivi che potrebbero essere raggiunti grazie a questa tecnologia.

L’attuale struttura della ISS, che pesa oltre 419 tonnellate e copre un volume abitabile di 388 metri cubi, è stata costruita con la collaborazione di 14 nazioni e ha rappresentato un banco di prova per la cooperazione internazionale nello spazio. Con il termine della sua attività programmato per il 2031, il settore guarda ora a soluzioni innovative come quella proposta da Energia, che potrebbe segnare una nuova era per l’esplorazione spaziale umana.

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