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Quando il “re della cosmesi” Lauder suggerì a Trump l’acquisto della Groenlandia: retroscena di un affare tornato vivo

Gli investimenti di Ronald Lauder in Groenlandia riaccendono il dibattito su interessi economici e geopolitici nell’Artico, tra pressioni internazionali e strategie USA-Russia

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Ronald Lauder, il suo ruolo nella Greoenlandia e l'amicizia con Trump

Ronald Lauder, il suo ruolo nella Greoenlandia e l'amicizia con Trump | EPA/LESZEK SZYMANSKI POLAND OUT

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Washington, 8 gennaio 2026 – L’interesse strategico per la Groenlandia torna a essere un tema caldo nella diplomazia internazionale, con al centro una figura chiave del mondo degli affari e della politica americana: Ronald Lauder. Imprenditore miliardario e presidente del World Jewish Congress, Lauder, da sempre vicino a Donald Trump, è protagonista di una serie di investimenti nell’isola, rilanciando un progetto che intreccia interessi economici, geopolitici e influenze internazionali.

Ronald Lauder e la Groenlandia: investimenti e influenze geopolitiche

Ronald Lauder, 81 anni, erede dell’impero cosmetico Estée Lauder e compagno di studi di Donald Trump alla Wharton School of Business, è stato recentemente al centro di un’inchiesta del quotidiano danese Politiken per i suoi investimenti in Groenlandia. La sua presenza finanziaria nell’isola non è casuale: Lauder ha da sempre tessuto rapporti stretti con il mondo politico conservatore statunitense, sostenendo finanziariamente Trump con donazioni superiori al milione di dollari negli ultimi anni.

L’idea di acquisire la Groenlandia venne suggerita a Trump proprio da Lauder, come confermato da John Bolton, ex consigliere per la Sicurezza nazionale durante il primo mandato presidenziale di Trump. Bolton ha dichiarato che fu Lauder a piantare per primo l’idea nella mente del presidente, con Trump che ne parlò apertamente nel 2019. La proposta è documentata anche nel libro-inchiesta The Divider di Peter Baker e Susan Glasser, che identifica Lauder come l’“amico molto ricco” dietro il progetto.

Lauder, che dal 2007 presiede il World Jewish Congress, ha avuto colloqui con Vladimir Putin al Cremlino in più occasioni (2016 e 2019), alimentando speculazioni su un possibile stimolo russo volto a coinvolgere Trump sull’interesse per la Groenlandia. In effetti, Kirill Dmitriev, inviato di Putin, ha recentemente amplificato sui social media la pressione esercitata dalla Casa Bianca sull’isola, sottolineando la rilevanza strategica del territorio nell’Artico.

Trump sulla NATO
Trump sulla NATO | Shutterstock – alanews

L’interesse russo e le implicazioni geopolitiche

L’attenzione del Cremlino verso la Groenlandia non è casuale: un eventuale spostamento dell’influenza americana nell’Artico potrebbe distogliere l’attenzione di Trump dalla crisi ucraina, consolidando le mosse di Putin contro Kiev. Sebbene non vi siano prove concrete di un intervento diretto russo per spingere Trump contro la Danimarca, un episodio ha destato sospetti. Nel 2019, il senatore repubblicano Tom Cotton ricevette una falsa lettera, apparentemente inviata dal governo groenlandese, che annunciava un referendum sull’indipendenza dall’autorità danese.

Parallelamente, esiste una società d’investimento, Greenland Development Partners, registrata nel Delaware e con capitali riconducibili anche a Lauder, attiva nei settori dell’acqua e dell’energia in Groenlandia. Questo modello di investimento ricorda quello attuato in Venezuela, dove la presenza russa è invece più marcata e documentata.

Donald Trump: il ritorno al potere e le strategie energetiche

Dopo la sua rielezione nel 2024 come 47º presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha rafforzato la sua rete di alleanze con imprenditori come Lauder, che hanno sostenuto le sue campagne elettorali con ingenti finanziamenti. Trump, noto per il suo approccio populista e protezionista, ha perseguito una politica energetica volta all’indipendenza dagli idrocarburi esteri e alla valorizzazione delle risorse nazionali, in netta contrapposizione con le misure ambientali delle amministrazioni precedenti.

Gli investimenti in raffinerie americane da parte di finanziatori vicini a Trump, come Paul Singer, che ha recentemente acquisito impianti sul Golfo del Messico destinati al petrolio venezuelano, testimoniano un’attenzione strategica a livello globale che si intreccia con le ambizioni politiche della Casa Bianca.

Il ruolo di Ronald Lauder nella politica e nella diplomazia internazionale

Oltre a essere un uomo d’affari, Ronald Lauder è un personaggio di spicco della politica internazionale. È stato ambasciatore degli USA in Austria negli anni ’80 e presidente del World Jewish Congress dal 2007. Lauder è riconosciuto per il suo impegno filantropico e per la promozione di iniziative culturali, tra cui la fondazione della Neue Galerie di New York, dedicata all’arte tedesca e austriaca del XX secolo.

Nel novembre 2022, Lauder ha incontrato il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, confermando la sua influenza anche in ambito europeo e il suo ruolo nell’intensificare la lotta contro l’antisemitismo, tematica di crescente rilevanza internazionale.

L’attuale scenario geopolitico, dunque, vede Ronald Lauder come un protagonista che, attraverso investimenti e relazioni politiche, influenza non solo il panorama economico ma anche quello diplomatico, con ricadute significative sulle strategie degli USA nell’Artico e oltre.

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