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Caparezza presenta il progetto multimediale “Orbit Orbit” a Tintoria

Il cantante ha parlato dei suoi problemi di udito e di come hanno influenzato il suo percorso artistico nell'ultimo periodo

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Caparezza al podcast Tintoria

Caparezza al podcast Tintoria | YouTube @Tintoria Podcast - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Caparezza ha svelato il suo nuovo progetto multimediale, “Orbit Orbit”, durante un’intervista al podcast Tintoria al Lucca Comics & Games. L’artista ha raccontato come il lavoro sia nato da un periodo di forte difficoltà personale legata a problemi di udito, tra acufene e ipoacusia, che hanno reso dolorosa la sua esperienza con la musica. “Orbit Orbit” unisce per la prima volta un album e un fumetto in un’unica opera, pensata come un inno alla libertà dell’immaginazione e come evoluzione del suo stile musicale.

Dalla crisi alla creatività

Il percorso creativo che ha portato a “Orbit Orbit” è profondamente legato alle sfide personali di Caparezza. L’artista ha spiegato che l’acufene e la perdita di alcune frequenze lo hanno costretto a usare apparecchi acustici, segnando il primo disco realizzato con questi strumenti. Il dolore fisico ed emotivo ha generato un distacco temporaneo dalla musica, percepita come la sua missione di vita, mentre la pressione mediatica e le interpretazioni sensazionalistiche delle sue parole aumentavano il senso di frustrazione. Caparezza ha sottolineato come titoli fuorvianti come “Sono sordo lascio la musica” abbiano travisato la sua reale intenzione: trasformare un’esperienza negativa in un’opera positiva e creativa.

Il fumetto come ancora di salvezza

Durante questo periodo, il fumetto è diventato un vero e proprio strumento di sopravvivenza emotiva. Fin da bambino Caparezza nutriva il sogno di diventare fumettista, una passione mai abbandonata. Nell’album, la canzone “Comic Book Saved My Life” racconta tre momenti in cui il fumetto gli ha salvato la vita: l’infanzia, introducendolo alla creatività; l’adolescenza, collegando musica e fumetto; e recentemente, offrendo un’ancora durante la crisi personale. Per concretizzare il progetto, Caparezza ha studiato sceneggiatura con il professor Giovanni Barbieri, scrivendo una storia in 14 capitoli che ha ispirato anche la parte musicale dell’opera.

Temi e stile di “Orbit Orbit”

Il titolo del progetto nasce da un’onomatopea inventata dall’artista per rappresentare il fluttuare dell’immaginazione, simbolo della continua interazione tra musica e fumetto nella sua vita. Il tema centrale è la libertà dell’immaginazione, considerata l’unica libertà assoluta, capace di resistere anche alle restrizioni più severe. L’opera conclude una trilogia tematica iniziata con “Prisoner 709” e proseguita con “Exuvia”.

Caparezza
Caparezza | Instagram – @bsmt_basement

Stilisticamente, Caparezza ha abbandonato il flow rap complesso dei lavori precedenti per un approccio più poetico, con sonorità omogenee e atmosfere “space”, creando un album concettualmente coerente dall’inizio alla fine.

Caparezza e il rapporto con il pubblico

Caparezza ha ribadito la sua filosofia creativa basata sull’onestà intellettuale: la priorità è creare per se stessi, non per soddisfare aspettative esterne o logiche di mercato. Il pubblico rappresenta una conseguenza positiva del lavoro, ma non il fine. Non curarsi di playlist o strutture commerciali dei brani permette all’artista di sperimentare liberamente.

Sul fronte delle hit che lo hanno reso celebre, Caparezza ha condiviso il rapporto complesso con brani come “Fuori dal tunnel”, che inizialmente lo frustava per la fama improvvisa, e “Vieni a ballare in Puglia”, oggetto di fraintendimenti contrapposti: da una parte percepito come un attacco alla sua regione, dall’altra diventato un inno celebrato in contesti familiari, creando situazioni imbarazzanti. Nonostante tutto, l’affetto dei fan rimane un elemento centrale: Caparezza li descrive come incredibili e affettuosi, e considera un privilegio poter sperimentare senza pressioni esterne.

La carriera: dall’alter ego Miky Mix a Caparezza

Caparezza ha ripercorso la sua carriera, partendo dall’era di Miky Mix, un progetto acerbo che lo portò a un successo inaspettato in Francia, tra esibizioni surreali al Moulin Rouge e aneddoti con i Supertramp. La fine di questa fase segnò una lezione fondamentale per l’artista, che decise di creare un alter ego consapevole: Caparezza. Cambiò il look, ispirandosi anche a Frank Zappa, e scelse di rimanere a Molfetta, lontano dai salotti e dalle vetrine dello spettacolo, affidandosi a internet per collaborazioni a distanza. L’album di svolta, “Verità Supposte”, fu registrato in un garage con strumenti di seconda mano, segnando l’inizio di una nuova identità artistica.

Progetti paralleli, come SunnyColaConnection, testimoniano la sua vena sperimentale e goliardica, con influenze locali e sonorità alternative che hanno riscosso successo in ambiti circoscritti.

Fumetti e cultura pop: le passioni che ispirano Caparezza

Un aspetto ricorrente dell’intervista è stato l’amore di Caparezza per i fumetti e la cultura pop. Legge graphic novel e serie classiche come Berserk e Sandman, citando Bonvi come autore fondamentale e Leiji Matsumoto come preferito tra i manga. Tra i personaggi amati spicca Silver Surfer, per il tormento e la profondità cosmica della sua storia. Da bambino si divertiva a reinterpretare i Masters of the Universe come cantanti al Festival di Sanremo, creando mini-dischi con post-it.

Altre passioni includono il collezionismo di 45 giri di sigle di cartoni animati e il cinema in sale piccole e locali. Nonostante la notorietà, Caparezza mantiene l’anonimato partecipando a eventi mascherato, a volte con risultati ironici, come il soprannome scherzoso di “Albano delle Puglie” attribuitogli da un tassista.

Rubriche e curiosità del podcast Tintoria

Durante le rubriche del podcast, l’artista ha risposto a domande insolite con sincerità e ironia. Non fa uso di marijuana se non per una volta, come omaggio a Marco Pannella. Tra i dittatori preferiti cita Gheddafi per l’iconografia bizzarra e Ludovico II di Baviera per la follia creativa. Non ha mai incontrato Berlusconi, ma racconta di averlo incrociato di sfuggita in un hotel. Infine, ha condiviso aneddoti personali, come l’ansia suscitata da una domanda scherzosa sul “cacare in discoteca”, che gli ha provocato un episodio psicosomatico la notte precedente alla registrazione.

Un artista in evoluzione

L’intervista a Tintoria ha messo in luce un Caparezza maturo, che affronta la sua arte con onestà e coraggio, trasformando le difficoltà personali in un progetto creativo ambizioso. “Orbit Orbit” non è solo un album o un fumetto, ma un percorso di rinascita, libertà e sperimentazione che fonde musica, narrazione e immaginazione, confermando il legame profondo tra l’artista e le sue passioni più autentiche.

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