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Juve Stabia sotto amministrazione controllata, il prefetto: “Possibile richiesta di rinvio delle gare”

Indagini su infiltrazioni mafiose nella Juve Stabia: la Prefettura valuta misure straordinarie e possibili rinvii delle partite per garantire legalità e trasparenza

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Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Napoli, 21 ottobre 2025 – La Prefettura di Napoli ha annunciato una serie di interventi straordinari sulla società sportiva Juve Stabia, attualmente al centro di un’inchiesta per presunte infiltrazioni mafiose. Il prefetto Michele Di Bari, nel corso di una conferenza stampa, ha sottolineato la gravità della situazione e la necessità di un cambiamento profondo nella gestione del club campano.

Prefetto Di Bari: verso un provvedimento articolato per la Juve Stabia

Il prefetto Michele Di Bari, con un lungo percorso professionale che lo ha visto impegnato in numerosi incarichi di rilievo nell’amministrazione pubblica e nella lotta alla criminalità organizzata, ha dichiarato: “Sarà un provvedimento articolato che segnerà uno spartiacque nella gestione di questa società“. La decisione è scaturita a seguito della disposizione dell’amministrazione controllata per la Juve Stabia, società militante in Serie B, emessa dal tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica partenopea, del Procuratore Nazionale Antimafia e del Questore di Napoli.

Il provvedimento mira a “bonificare la società” da infiltrazioni criminali, accompagnandola in un percorso di legalità. Un gruppo interforze è già al lavoro presso la Prefettura per valutare eventuali ulteriori misure. Il prefetto non ha escluso la possibilità di chiedere alla Federcalcio il rinvio di alcune gare per consentire una riorganizzazione dei servizi finora contaminati dalla camorra.

Il Procuratore Gratteri denuncia il controllo della camorra sulla società

Parallelamente, è intervenuto il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, noto per il suo impegno nella lotta alla ‘ndrangheta, che ha rivelato come “gli spostamenti della squadra, la sicurezza, il beveraggio e la gestione dei biglietti erano tutte nelle mani della camorra“. Gratteri ha sottolineato la gravità del fenomeno, evidenziando che il coinvolgimento riguarda una società di Serie B, circostanza che conferisce particolare rilevanza al caso.

Il Procuratore ha inoltre ricordato che l’inchiesta riguarda anche altre società affiliate ai servizi connessi alle manifestazioni sportive, confermando la necessità di un intervento deciso e coordinato per ripristinare legalità e trasparenza.

Le indagini in corso e le misure adottate rappresentano un momento cruciale per la lotta alle infiltrazioni mafiose nel calcio italiano, con particolare attenzione al territorio campano, tradizionalmente esposto a fenomeni di criminalità organizzata.

Un quadro allarmante e provvedimenti futuri

Nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi presso la Procura di Napoli, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo ha evidenziato un quadro preoccupante riguardante l’infiltrazione mafiosa nelle società sportive italiane.

Melillo ha rivelato che anche il consuocero del boss D’Alessandro ha ricoperto la carica di presidente della squadra di calcio Juve Stabia, sottolineando come la presenza di soggetti legati alla criminalità organizzata non sia un fenomeno circoscritto soltanto a determinate regioni, ma si estenda ben oltre i confini tradizionali delle mafie italiane.

Il procuratore Melillo ha dichiarato con fermezza: “Il mio ufficio ha la convinzione profonda che analoghi provvedimenti riguarderanno anche altre società in futuro: il quadro è davvero allarmante e non riguarda solo le regioni dove tipicamente sono radicate le mafie e non riguarda solo il calcio“. Tale presenza criminale, ha aggiunto, ha portato a una “degenerazione delle logiche che regolano le manifestazioni sportive“, creando un clima di tensione che può sfociare in eventi tragici, come la recente tragedia di Rieti.

Il ruolo della magistratura e la lotta alla criminalità nello sport

Giovanni Melillo, in carica dal maggio 2022 come procuratore nazionale antimafia, ha più volte sottolineato la necessità di una vigilanza costante e di interventi rigorosi per contrastare la penetrazione mafiosa nello sport, un settore che deve rimanere libero da condizionamenti illeciti. La sua esperienza pluridecennale nell’ambito della giustizia antimafia rafforza la credibilità di queste affermazioni e la determinazione a diffondere un messaggio di legalità e trasparenza.

L’allarme lanciato da Melillo mette in evidenza come la lotta alla criminalità organizzata debba essere una priorità anche nello sport, affinché le società calcistiche siano gestite in modo limpido e rispettoso delle regole, tutelando così la sicurezza e la serenità dei tifosi e degli atleti.

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