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Crosetto: “Sarà la Nato a decidere se il Ponte sullo Stretto è strategico”

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Pasquale Luigi Pellicone di Pasquale Luigi Pellicone

Luigi Pellicone, classe 1979, romano di adozione, romanista per vocazione. Laureato in Lettere Moderne, un breve passato da insegnante poi giornalista dal 2007. Sei anni in Alanews, appassionato di sport e politica amo seguire le vicende sul campo senza soluzione di continuità

Il futuro finanziamento del Ponte sullo Stretto nei fondi NATO dipende dalla sua valutazione come infrastruttura strategica per la difesa, secondo le nuove regole di spesa.

Reggio Calabria, 8 luglio 2025 – Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina e la sua possibile inclusione nella spesa militare della NATO si arricchisce di nuove dichiarazioni ufficiali da parte del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Al termine del convegno “Tecnologia, geopolitica, sicurezza: capire le sfide globali del nostro tempo”, il ministro ha chiarito che l’inserimento del ponte tra le infrastrutture strategiche finanziabili con i fondi della NATO resta una decisione soggetta al vaglio dell’Alleanza Atlantica.

Crosetto: “Decisione spetta alla NATO”

“Il Ponte sullo Stretto? Non so se sarà inserito nelle spese NATO, dipende se sarà considerata una struttura che ne possa fare parte. E spetta alla NATO decidere se è una infrastruttura strategica”, ha affermato Crosetto, sottolineando che la determinazione di ciò che può essere considerato strategico per la difesa collettiva è prerogativa dell’Alleanza.

La questione si inserisce nell’ambito dell’accordo firmato a fine giugno 2025 dai paesi membri della NATO, che prevede un incremento progressivo della spesa militare fino al 5% del Pil entro il 2035. Il governo italiano, nelle settimane scorse, aveva manifestato l’intenzione di includere i costi del ponte, stimati in circa 13,5 miliardi di euro, nel computo complessivo delle spese militari. Tuttavia, la possibilità di considerare il ponte un’infrastruttura strategica rientrante nel bilancio della difesa è ancora oggetto di discussione.

Spesa militare e infrastrutture strategiche

Secondo le ultime indicazioni provenienti da Palazzo Chigi, il target del 5% di spesa militare potrebbe essere suddiviso in due voci distinte: una quota del 3,5% destinata a costi tradizionali come armamenti e personale, e un restante 1,5% riservato a investimenti in infrastrutture legate alla sicurezza territoriale. In questa seconda categoria ricadrebbero porti, ferrovie e ponti che possano essere utilizzati dalle forze armate.

Il Ponte sullo Stretto, per la sua posizione strategica nel collegamento tra la Sicilia e la terraferma, rappresenterebbe un elemento importante per la mobilità e la difesa nazionale, ma la sua classificazione dipenderà dalla valutazione della NATO, organismo che definisce le priorità e le linee guida in materia di sicurezza collettiva.

Profilo del ministro Crosetto

Guido Crosetto è ministro della Difesa dal 22 ottobre 2022 nel governo guidato da Giorgia Meloni. Con un passato politico che lo ha visto ricoprire diversi incarichi, tra cui sottosegretario alla Difesa nel governo Berlusconi IV, Crosetto ha sempre mostrato una visione attenta e critica sulla politica di difesa nazionale e internazionale. Il suo ruolo attuale lo pone al centro delle delicate trattative sulla modernizzazione e il finanziamento delle forze armate italiane, in un contesto geopolitico in continua evoluzione.

Crosetto ha altresì evidenziato come la NATO debba adeguarsi ai cambiamenti globali, sottolineando l’importanza di un’alleanza che parli anche con il Sud del mondo per garantire la sicurezza globale. Nel corso del suo mandato ha ribadito la necessità di un impegno comune e coordinato tra i paesi membri, senza però anticipare decisioni che spettano all’organismo multilaterale.


Il dibattito sulla classificazione del Ponte sullo Stretto come infrastruttura strategica da finanziare nel bilancio militare della NATO rimane aperto e dipenderà dall’analisi e dal consenso degli stati membri dell’Alleanza Atlantica.

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